Avrebbe compiuto sette anni tra qualche giorno. In quella data, probabilmente, o nei giorni immediatamente successivi, avrebbe raggiunto i 100 mila accessi unici.
Sto parlando del sito della mia ex scuola elementare, che da oggi, su richiesta del Dirigente Scolastico, ho dovuto chiudere.
In sette anni si fanno tante cose. Ad esempio si fa un bambino e lo si cresce fino alle soglie della scuola primaria. Quella scuola primaria a cui sono stato fortemente legato e a cui, non mi vergogno a dirlo, ho dedicato buoni 10 anni, i migliori, della mia esistenza.
Il sito ha marcato giorno per giorno, anno per anno, dal 30 Gennaio 2002, il mio percorso professionale e non solo.
Circa 200 pagine, più tutte quelle linkate che non entravano nello spazio concesso da Libero e che ho posizionato in altri spazi acquisiti appositamente, dai nickname strani, pinosol, ivancam...
Archivi didattici e raccolta di esperienze vissute in 7 anni scolastici.
E poi, quella bandiera della pace, che sventola sulla scuola dai tempi della guerra all'Iraq.
Che dire?
Difficile spiegare a chi vive su un altro pianeta:
-che un sito è la memoria storica della scuola, dei suoi insegnanti, dei suoi alunni;
-che di solito un vecchio sito non si rimuove, ma che inizialmente si reindirizzano gli utenti e poi si lascia il collegamento al vecchio sito in home page;
-che in sette anni si nasce, si muore, si sviluppano affetti si creano e si rompono legami...
Penso a quante persone non avrei conosciuto: Pino Nettis, Maria Leogrande, Domenico Filippini, Pia Avolio de Martino e tanti tanti amici e alunni che hanno transitato di lì...
Penso ai materiali accumulati, alle pagine e ai lavori messi in rete con Pina, Angela, Eleonora, Anna, Teresa, Norma, Mimma e chissà quante altre ne sto dimenticando...
Ed è significativo che tutto questo accada nella giornata della memoria...
Comunque voglio cercare il buono in questo momento. L'occasione per rilanciare questo spazio.
Il materiale mio e dei miei alunni non verrà rimosso, ma spostato sul mio spazio personale.Partendo da questi lavori dei miei ex alunni di quinta, che ora fanno la prima superiore (3 o 4 nella mia nuova scuola)
http://www.reteuropaistruzione.net/lavori_g_h.htm
Poi i miei giochini in flash
http://www.reteuropaistruzione.net/pagina_giochi.htm
La pagina che linka i blog didattici, utile per la navigazione
http://www.reteuropaistruzione.net/blog_page.htmLa pagina alfabetizzazione, superlinkata in rete, ormai persa nell'iperspazio
http://www.reteuropaistruzione.net/alfabetizzazione.htmaltri lavori prossimamente, lungo il filo della memoria...
Ecco la copertina della rivista professionale più gettonata dalla destra al potere.
La rivista a cui il ministro ha inviato, giorni fa e in via del tutto riservata e personale, una lettera aperta con tante belle promesse per i docenti italiani.
E loro ci hanno fatto la copertina del mese di Ottobre.
Il titolo, ognuno lo può constatare, è lo specchio più fedele di quanto sta succedendo sulla pelle degli insegnanti 


Peccato che il ministro Brunetta dichiari al contempo che i 1300 euro al mese guadagnati mediamente da un docente italiano siano uno stipendio fin troppo elevato. Il nostro disprezzo per questi signori non ha limiti...
Montecitorio, martedì 7 Ottobre, dibattito prima del voto di fiducia alla Camera sul decreto Gelmini
Zeller, parlando a nome delle Minoranze linguistiche, ha annunciato che «la provincia autonoma di Bolzano non intende adeguarsi alla norma che ripristina il maestro unico: provvederemo a mantenere l'attuale assetto delle scuole primarie con un'apposita legge provinciale»"
Così si faaaaaaaaaaaaaaaaaaaa









Nel giorno dell'ennesimo tracollo borsistico mondiale, che ha fatto dire anche al papa quelle parole semplici e vere, ma mai facili da pronunciare e soprattutto da pensare (tant'è che sono già sparite dal sito del Corriere della Sera e neppure io me le ricordo troppo bene...)sul denaro
I soldi sono niente, è solida sola la parola di Dio
UNA PRECE
(si lo so che si dice ai defunti ma in attesa del voto di fiducia di domani sera...)

E così anche queste vacanze in Alto Adige se ne sono andate.
Sono rientrato alla base ieri pomeriggio, dopo aver concluso in bellezza, con l'esperienza del pernottamento al rifugio e dell'ascesa verso la cima.
Esperienza inusuale per noi del sud eppure tanto praticata dagli amici altoatesini e dai vicini austriaci, che sabato sera affollavano le cuccette del rifugio Gran Pilastro, a quota 2710; una serata deliziosa e dalla temperatura gradevole, che purtroppo non abbiamo potuto godere in pieno per via dei ferrei regolamenti del rifugio, con ritirata obbligatoria a partire dalle ore 22.00.
Eravamo partiti da Riobianco verso le 8 e mezza e alle 10 avevamo raggiunto la bella cittadina di Vipiteno, ai confini con l'Austria, dove era fissato l'appuntamento con il professor Domenico Filippini, la nostra ormai abituale guida alpina!
Per l'occasione c'era con lui anche l'amico Luigi, direttore della Casa di Riposo di Pralboino. Insieme a loro abbiamo risalito la val di Vizze e, dopo aver lasciato le auto a quota 1700, in tre ore di cammino abbiamo raggiunto il bel rifugio Hochfeilerhuette.
Vipiteno

A cena abbiamo potuto apprezzare, oltre alle abbondanti portate, anche la giovialità di altoatesini e austriaci, stimolata dalla birra che scorreva a fiumi...

Quella che vedete è la milanese servita a Domenico, il quale la scruta un po'...perplesso?

La mattina successiva sveglia alle 6 e mezza, colazione veloce a base di caffelatte, pane burro e marmellata e poi alle sette e un quarto partenza verso la vetta. Percorso di 800 metri di dislivello. Tempo buono e durata prevista, per la sola ascesa, di circa 2 ore e 15 minuti. Partono convinti in tre: Luigi, Domenico e Ivan. Io un po' titubante li seguo a distanza, mentre Mariada preferisce un percorso alternativo verso il ghiacciaio.
La montagna è letteralmente tappezzata di stelle alpine!

Dopo un breve tratto di ferrata, dove ci aiutiamo con fune fissa, scalette e...braccia, il percorso si fa erto risalendo la dorsale della grande montagna con ripide serpentine. Man mano che si sale il paesaggio si fa più aspro e il colpo d'occhio decisamente più aereo. Tutte le Alpi Aurine scorrono sotto di noi.

